La Fenice di Roma: nuova rubrica sulla Capitale

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fenice-romaCi sono tanti modi di riscoprire Roma, dopo una lunga assenza. La parte più bella è camminare senza meta per i suoi vicoletti tortuosi

Ci sono tanti modi di riscoprire Roma, dopo una lunga assenza. La parte più bella è camminare senza meta per i suoi vicoletti tortuosi, guardando i turisti che voraci con la loro macchina fotografica provano a ritagliare un pezzetto della città, per portarselo a casa. E tu, “a casa”, già ci sei.

È passato un mese, ormai, da quel volo Boston-Roma. Eppure a volte mi sembra di non essere mai partita per l’America, e i ricordi dei pomeriggi lungo il Charles River o delle giornate fredde di neve e vento si confondono in una sensazione quasi onirica.

Roma, con tutte le sue follie, mi ha riaccolta. E ora passo le mie giornate a lavoricchiare, scrivere, recuperare un po’ il tempo perduto con questa “vecchia” amica.

Quando usciamo, di sera, my Mr Big mi porta in moto per le strade del centro, e mi ripete sempre “Guarda quanto è bella Roma”. Io al momento sono più focalizzata sulla fiumana di macchine che intasano le strade, sugli accenti “coloriti” dei romani quando vanno di fretta, sulle attese interminabili alla fermata dell’autobus: senza una pensilina, sotto tanto sole.

Il primo impatto, ecco, non è stato dei migliori.

Buongiorno”, faccio all’impiegato della Circoscrizione. “Devo riprendere la residenza”.

Che deve pija’?”, mi fa quello, in pieno stile Verdoniano.

La residenza. Dov’è il modulo?”.

L’impiegato mi fa un cenno con la testa verso un tavolino in fondo alla stanza. Io vado lì, ma non ci sono moduli.

Guardi”, gli faccio, “sono finiti tutti. Ne avete altri?

So’ finiti? E quelli so’ i cinesi che vengono e se li pijiano tutti. Chissà che ce fanno! Ma lei che deve fa’? Ndo è stata?

In America”.

E che c’è andata a fa’ in America? Ma almeno l’inglese se l’è imparato?”.

 

Dopo un paio di rimproveri per aver disturbato gli impiegati d’estate (“Signorina, è agosto: lei deve telefonare prima”), e aver fatto la fila di fronte a porte di cui si era persa la chiave (“Sa qui sono tutti in ferie…”), la residenza l’ho “ripijiata”. E a parte il mio “stress da rientro”, come lo chiamerebbero retoricamente al TG Salute, qui tutto sembra nella norma.

Persino Giorgio Mastrota è sempre lì, a vendere i materassi e le pentole nelle televendite di Rete 4.


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Comments (2)
  • Caigo  - Roma
    Auguri per questa nuova esperienza post-bostoniana :D
  • Fenice
    Grazie!
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Tuesday, May 22, 2012

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