Si conclude con l’amaro in bocca la stagione della Lazio, a cui non basta espugnare il Via del Mare di Lecce per acciuffare in extremis il quarto posto, dal momento che il prevedibile pareggio tra Udinese e Milan apre le porte dei preliminari di Champions League ai friulani.
Dunque, non può che esserci rammarico tra le fila biancocelesti, dal momento che, oltretutto, è la differenza reti generale a fare la differenza tra la squadra di Reja e quella di Guidolin, che chiudono entrambe il campionato con 66 punti in classifica.
Tornando alla sfida di Lecce, quanti si aspettavano, causa le scarse motivazioni dei salentini (già salvi), un incontro a senso unico vengono smentiti nei fatti, visto che solo nel primo tempo si succedono ben quattro reti.
Difatti, il tabellino dei marcatori viene aperto già al sesto minuto da Rocchi, che al termine di una ripartenza batte il portiere leccese Benassi con un diagonale mancino, portando così gli ospiti in vantaggio. Ma una volta portatasi sull’uno a zero, la Lazio allenta la concentrazione, soprattutto in difesa, e il Lecce può dunque rientrare in partita.
A conferma di quanto appena detto, interviene al quarto d’ora il provvidenziale salvataggio sulla linea di Dias, che di testa respinge (a Muslera battuto) una conclusione di Munari al volo. Sette minuti più tardi, sono però i capitolini a sfiorare il raddoppio con Zarate, il cui colpo sotto da distanza ravvicinata viene deviato sul palo da Benassi. Ma pochi istanti dopo, è a dir poco colossale il gol sbagliato dallo stesso Rocchi, che, a tu per tu con l’estremo difensore giallorosso, dopo averlo saltato non riesce a dare forza al suo tiro, permettendo a Coppola di allontanare il pallone a pochi passi dalla linea.
E come vuole una delle leggi fondamentali del calcio, il clamoroso errore costa caro ai biancocelesti, che al minuto trentadue incassano il pareggio del Lecce, a opera proprio di Coppola, che con un involontario pallonetto beffa Muslera dal lato destro dell’area.
Il risultato di uno a uno dura solo centoventi secondi: il tempo che serve a Zarate per scaricare in rete, al termine di una combinazione col solito Rocchi, un potente destro a incrociare. Ma le emozioni della prima frazione non sono ancora finite, e infatti i padroni di casa raggiungono per la seconda volta i capitolini al quarantesimo, quando Piatti trova il gol con un preciso diagonale dalla sinistra, fissando il punteggio sul due a due con cui si arriva all’intervallo.
Nella ripresa sono gli ospiti, costretti a vincere per inseguire il sogno Champions, a prendere subito il controllo delle operazioni e a mancare un altro gol incredibile con Zarate: al secondo minuto l’attaccante argentino supera in dribbling Benassi, ma al momento della conclusione (a porta vuota) riesce a spedire la sfera sul fondo.
Da lì a poco arriva però la svolta della gara, grazie a un rigore assegnato alla Lazio dall’arbitro Rocchi, che sanziona, con annessa espulsione, un fallo del portiere Benassi ai danni dell’omonimo attaccante capitolino. Dagli undici metri Zarate non sbaglia, permettendo ai biancocelesti di affrontare il resto della sfida in vantaggio nel risultato e negli uomini.
La strada si mette quindi in discesa per gli uomini di Reja, che, dopo aver rischiato su un ottimo tentativo di Corvia, al diciassettesimo chiudono definitivamente la pratica grazie a una sfortunata autorete di Vives sugli sviluppi di un corner battuto da Zarate.
E’ l’episodio che mette la parola fine all’incontro del Via del Mare, con i giocatori biancocelesti che negli ultimi minuti si limitano a gestire il possesso palla, in attesa di buone notizie da Udine. Buone notizie che non arriveranno, costringendo la Lazio al quinto posto in graduatoria.
Nonostante tutto, quella dei capitolini rimane comunque un’ottima stagione, vissuta probabilmente al di sopra delle reali potenzialità dell’organico laziale.



