Calcio Cagliari corsaro all'Olimpico, Roma ancora k.o.
Domenica 11 Settembre 2011 16:35

Cagliari corsaro all'Olimpico, Roma ancora k.o.

Scritto da  Valerio Moretti
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Gli uomini di Luis Enrique sconfitti ancora in casa davanti a 40 mila spettatori. Finisce due a uno, gol di Conti, El Kabir e De Rossi. E la rivoluzione culturale?

Sembrerà una banalità, ma se nel calcio non si segna non si vince. E se si fanno segnare gli altri poi, si finisce addirittura per perdere. "E quindi? - direte voi - a che serve quest'incipit? Lo sappiamo bene che se non si segna non si vince! E sappiamo bene anche che se si fanno segnare gli altri, poi si perde! Cosa vuoi?".

Voglio, anzi, vorrei capire, se Luis Enrique ha ben chiaro questo concetto su cui si basa il gioco del calcio, perchè a vedere la sua squadra davvero non si direbbe. La Roma non riesce a fare gol, e questo è un dato di fatto dal momento che di partite di questo genere ormai ne abbiamo già viste 3. In compenso è bravissima a non pareggiare, consegnando in qualche modo all'avversario (sempre nei minuti finali) la palla buona per andare in rete.

Che sia questa la rivoluzione culturale di Luis Enrique? Provare a vincere senza segnare! "Quale visione avveneristica del football!" viene da dire. Certo Luis Enrique avrà bisogno di tempo per realizzare il suo progetto di gioco. Sarà necessario almeno qualche decennio per convincere la Fifa a cambiare le regole del calcio tanto da permettere a chi segna meno di vincere le partite. E allora ci vorrà pazienza! Diamogli tempo!

Scherzi a parte, la Roma non può essere questa. Non può essere quella nervosa e impalpabile del secondo tempo, e non può essere quella pur buona a sprazzi del primo. La Roma del nuovo corso americano doveva fare calcio spettacolo e invece, per il momento, è riuscita solo a farsi eliminare dallo Slovan Bratislava(?) in Europa League e a far vincere il Cagliari all'Olimpico (che aveva da poco cambiato allenatore) dopo 43 anni. Non male.

Nel pubblico giallorosso e nel calcio italiano in generale si dice manchi la cultura della sconfitta. Che Luis Enrique abbia finalmente intenzione di indottrinarci in questo senso? Forse potrebbe essere un bene.


Non è esattamente quello che avremmo auspicato si intendesse quando si parlava di "rivoluzione culturale", ma tant'è.

Ultima modifica Domenica 11 Settembre 2011 16:46
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Sabato, Maggio 19, 2012

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