Dopo Cremona, anche Varese è fatale per la Lottomatica: dalla fondamentale doppia trasferta, la squadra torna quindi nella capitale a mani vuote, avendo gettato al vento punti pesanti per meglio raggiungere una zona playoff che adesso si fa sempre più distante. Anche perché la rotazione a disposizione di coach Filipovski, anziché accrescersi, pare assottigliarsi sempre più: oggi Roma era priva anche di Andrea Crosariol – causa un fastidio al ginocchio – e si è presentata sul parquet con appena 6 giocatori sani a disposizione, più Gigli e Vitali a mezzo servizio (eufemismo).
La partita, dopo un discreto inizio degli ospiti (15-19 nel primo periodo), ha vissuto a lungo all’insegna del dominio dei padroni di casa, guidati da uno straripante Ron Slay (17 punti, 6 rimbalzi e 7 falli subiti) e con l’attenta regia di Rok Stipcevic, playmaker arrivato da appena un mese e già determinante, soprattutto per la meritoria freddezza ai liberi dimostrata nel tirato finale di match (8/8 a dir poco decisivo); la Virtus, al contrario, pagherà tra le altre cose anche una clamorosa debacle dalla lunetta, con un 10/20 (50% tondo tondo) assolutamente fuori contesto per una formazione della massima divisione italiana. Scappata via già a metà gara (39/28) e in pieno controllo anche nei successivi dieci minuti (60-48, dopo aver sfiorato anche il ventello di vantaggio), la Cimberio ha però rimesso tutto in gioco nella frazione conclusiva, con una gestione scellerata che ha permesso ai romani di riavvicinarsi pericolosamente. A condurre i suoi verso un’insperata rimonta è, a sorpresa, Charlie Smith: a sorpresa perché per ben tre tempi su quattro, la sua presenza in campo era stata impalpabile se non negativa. Come spesso ci ha abituato, lo statunitense si è messo in moto solamente nei momenti chiave, ricucendo lo strappo sugli avversari grazie a 4 triple in sequenza. Lo spavento per Varese è enorme, anche perché tutta la Lottomatica – sull’esempio del suo ondivago ragno – sembra quasi risorta sia in difesa quanto in attacco, ribaltando quanto si era visto in oltre mezz’ora di amnesie continue in cui il solo, solito Dasic (20 punti e 6 rimbalzi) aveva impedito, con l’aiuto di un altro habitué come Gigi Datome (11 e 7), la totale uscita di Roma dalla sfida. La volata finale, però, non è affatto fortunata per i virtussini: sul -1, Washington (pessimo, nonostante 12 punti e qualche forzatura riuscita) perde la palla del possibile sorpasso; poi, negli ultimi 90 secondi , arrivano addirittura tre falli antisportivi a bloccare qualsiasi residuo sogno di impresa. E’ particolarmente severo con i capitolini l’arbitro Ramilli, cui spettano gli ultimi due di questi fischi, entrambi ai danni di Gordic, arrivati uno dietro l’altro sul -2 a 10 secondi dal termine. La sconfitta della Lottomatica (84-78), per carità, è meritata per più ragioni, prima fra tutte la discontinuità cronica di alcuni componenti del proprio roster: ma certo è che certe decisioni appaiono chiarificatrici per quel che concerne la scarsa considerazione che, anche a livello di “Palazzo”, la società del presidente Toti è riuscita a guadagnarsi in questa annata disastrata.
Un piccolo compendio sulla situazione infortunati e rientranti: Giachetti tornerà tra circa 2 settimane, Gigli è tornato da febbraio eppure è il fantasma di sé stesso (anche oggi 10 minuti di nulla), Vitali è tornato più malato di quando aveva la polmonite (-6 di valutazione in 4 minuti, se non è un record poco ci manca) e Crosariol dovrebbe riapparire già dalla prossima. Nel frattempo Traoré non ha sfruttato l’occasione presentatagli, nonostante 12 punti e qualche buona giocata offensiva, in quanto ha perso ben 4 sanguinosissimi palloni, in difesa ha vegetato e a rimbalzo si è fermato alla misera quota di 3 (tutti difensivi): un po’ pochino per quello che sarebbe – condizionale d’obbligo – il centro titolare.
PUNTI
Cimberio Varese
Demartini, Goss 18, Ranniko 10, Righetti 12, Galanda, Kangur 7, Serapinas, Fajardo 6, Stipcevic 14, Slay 17
Virtus Roma
Gigli, Smith 12,Washington 12, Vitali, Traoré 12, Datome 11, Gordic 11, Dasic 20



