Altri Sport Basket, Cremona fatale per Roma
Lunedì 21 Marzo 2011 12:38

Basket, Cremona fatale per Roma

Scritto da  Valerio Benini
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Una nuova brutta prova della Virtus rende sempre più complicata la strada verso i playoff.

La Lottomatica perde pesantemente a Cremona ed è costretta a ridimensionare i suoi – comunque già molto flebili – sogni di gloria. In realtà la stagione capitolina ha smesso di far sperare i suoi tifosi in qualcosa di buono già da molto, troppo tempo, e dunque una sconfitta in più non dovrebbe cambiare di una virgola le ridotte ambizioni di una formazione discontinua e spesso disordinata. E’ altresì vero, però, che dopo l’impresa contro l’Armani Jeans Milano di Dan Peterson, due settimane fa, Roma aveva erroneamente dato l’impressione di poter lottare con agilità per un posto ai prossimi playoff; illusione subito terminata con l’inattesa battuta d’arresto rimediata ieri al PalaRadi, che dimostra invece quanto il cammino sia ancora lungo e tortuoso, e soprattutto per nulla scontato. Ora, infatti, la squadra del presidente Toti è stata raggiunta anche dalla Vanoli Braga a quota 20 punti, in un gruppone di ben 7 compagini (con Montegranaro in agguato appena due lunghezze al di sotto) che si giocheranno in volata gli ultimi tre posti utili per la fase finale del campionato: qualificarsi vorrebbe dire vincere un terno al lotto, tanto più nelle condizioni palesate in terra lombarda.

Il dato più negativo, in effetti – oltre al punteggio severo (83-70) con cui gli uomini di Mahoric hanno bissato il successo già ottenuto all’andata al PalaEur – sta proprio nelle modalità con cui questo risultato è maturato nel corso dei 40 di gioco. La Virtus è apparsa difatti gravemente appannata rispetto a quel che ci si sarebbe potuto attendere, e l’aver avuto a disposizione una rotazione ancora una volta ridottissima (7 uomini, più Gigli utilizzato appena 2 minuti) è solo una parziale attenuante per coach Filipovski. La sfida, apertasi con un avvincente primo periodo (concluso sul 24 pari, con entrambe le parti a tirare con percentuali clamorose e difendere con sufficienza), si è decisa già nel secondo, con la fuga dei padroni di casa – guidati dai 25 punti e 38 di valutazione di un eccezionale Je’Kel Foster – mai più ricucita da una Lottomatica spenta e caotica. Neanche al rientro dall’intervallo lungo (a metà gara si era sul 45-34) la tendenza è stata invertita, ed anzi Dasic e compagni hanno rischiato di subire un’imbarcata ancor più dura, come in altri casi ci avevano già (mal) abituato; solo una gestione non troppo oculata di Cremona nella frazione conclusiva ha permesso un parziale riavvicinamento, senza però mai dare adito a chance vere e proprie di rimonta.

Come spiegare questo nuovo, negativo cambio di rotta dei romani? I problemi sono stati in verità numerosi, e si sono palesati in tutte le zone del campo, ma in primis Roma paga pegno a causa di una difesa davvero poco solida, nonché per colpa di una totale assenza di playmaking: Washington, dopo la convincente prova contro Milano, ha ottenuto fiducia dal proprio allenatore ed è così tornato ad esibirsi per ben 39 minuti, ma con esiti stavolta scadenti, mostrando per l’ennesima volta i propri limiti (con 6 perse e troppe forzature, per 13 punti con 3/8 al tiro); fa peggio Gordic (-1 di valutazione in 19 minuti), sempre più in calo dopo l’incoraggiante avvio con la sua nuova maglia poche settimane or sono. Note preoccupanti arrivano anche da sotto le plance, dove Traoré (stavolta cavalcato per ben 25 minuti) ha bisogno di 11 tiri per tirare su 12 punti, dimenticandosi al solito che esiste anche una propria metà campo dove bisognerebbe impedire agli avversari di fare canestro con facilità o recuperare rimbalzi ai nostri danni – basti pensare che persino Cinciarini è riuscito nell’impresa, si fa per dire, di strapparne letteralmente uno dalle mani al gigante francese; da rivedere anche Crosariol, che gioca appena un quarto d’ora in cui la sua presenza è legata quasi esclusivamente ad una semplice schiacciata sbagliata su alzata di Washington. Il cocktail del disastro è completato da uno Smith tornato nell’oblio (5 perse, 1/6 da tre, -6 di valutazione), e reso meno amaro soltanto dai soliti Datome (14 punti e 9 rimbalzi) e Dasic (23 e 7), sempre più ridotti alla predicazione nel deserto. Urgono rimedi, i rientri ormai prossimi di Vitali e Giachetti (oltre che di Gigli, ormai in rampa di lancio da alcune settimane) possono sicuramente dare un contributo importante in questo senso.

Ultima modifica Lunedì 02 Maggio 2011 16:43
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