"Abbiamo la crisi economica, abbiamo i tagli e un debito da fronteggiare. Sono disposto a confrontarmi con chiunque ci sta. Ho il dovere di difendere Roma e lo farò fino in fondo e invito tutti quelli che hanno senso di coscienza a fare altrettanto. Entro ottobre bisogna fare un consiglio straordinario per le misure da adottare per risolvere i problemi della capitale". Stavolta il sindaco di Roma Gianni Alemanno sembra proprio deciso a farsi sentire.
Nel sit-in di protesta di oggi svoltosi davanti agli uffici della Anagrafe (cui Alemanno ha consegnato simbilicamente la delega), il sindaco assieme alla sua giunta, ha distribuito volantini dell'Anci per spiegare nei dettagli la protesta contro gli effetti della manovra del governo, le iniziative e le proposte messe in campo in difesa delle città .
La strategia è chiara: la protesta dei sindaci dell'Anci contro la manovra non potrà e non dovrà essere occasione d'imbarazzo per il Campidoglio. L'idea è viceversa quella di farla diventare un'opportunità irripetibile per mostrarsi (ora più che mai) interessato alle sorti della tanto bistrattata capitale, evitando così di lasciare la protesta nelle mani dei partiti d'opposizione.
La crisi è più pesante del previsto e la manovra a tratti riesce addirittura ad essere più impopolare della crisi stessa. Non è il caso allora di forzare la mano. Non è il caso di farsi vedere troppo conniventi con un governo che da sempre nei confronti della città di Roma non si è dimostrato tenero. E' il caso, semmai, di far sentire la propria voce, se necessario rischiando anche qualche piccola rottura interna al Pdl.



