
La società romana chiede che si revisionino i piani di finanziamento. Alemanno prende tempo: “Non possiamo ignorare risultati referendum”. Dal Pd Valeriani l’attacco: “Parole Acea sono fuoriluogo”.
Non è passato senza conseguenze il risultato referendario che diceva no alla privatizzazione delle risorse idriche: a due giorni di distanza dalla vittoria schiacciante del si abrogativo, nella Capitale è già scoppiato il caso Acea. Infatti, la società di Via Ostiense, leader non solo per la fornitura dell’acqua ma anche per l’erogazione dell’elettricità e responsabile del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti a Roma, si è espressa in maniera chiara durante l’ultimo consiglio di amministrazione: “l’abrogazione delle norme previste dal referendum non muta il posizionamento attuale di Acea nel mercato idrico nazionale. La società rimane comunque in attesa dei necessari provvedimenti legislativi conseguenti.” La nota del consiglio continua affermando che l’azienda si riserva di valutare l’entità degli investimenti del Comune e, se questi non saranno sostenibili, “l’Acea indirizzerà le proprie risorse in Italia negli altri business”, la produzione  elettrica e le energie rinnovabili, appunto. Dietro queste parole c’è, ovviamente, la paura dell’azienda romana che, dopo il clamoroso risultato referendario, diminuiscano pesantemente gli investimenti alla società , soprattutto da parte delle due "big" del gruppo, le private Caltagirone e Gas de France. Diverse le reazioni dell’amministrazione comunale. Il sindaco Gianni Alemanno ci va con i piedi di piombo: “Dobbiamo fare un’attenta riflessione, non possiamo ignorare i risultati del referendum.” Più netta la posizione del consigliere comunale Pd, Massimiliano Valeriani: “E’ impensabile che siano i privati a dire al padrone, il Comune, cosa fare e come investire”. La questione dei finanziamenti all’Acea torna alla ribalta, ma questa non è la sola gatta da pelare che il Comune ha per le mani: ieri, infatti, proprio davanti alla sede della società in Piazzale Ostiense, un flash mob di protesta ha manifestato ancora una volta contro la privatizzazione dell’acqua. La folla si è rivolta anche al primo cittadino Alemanno chiedendo un abbassamento delle tariffe e il ritiro delle delibere sulla privatizzazione di Ama e Atac.
Nuovo annuncio del sindaco di Roma sulla possibilitĂ di risolvere la questione del postMalagrotta in tempi brevi.
Le celebrazioni per i 150 dell'unitĂ d'Italia avranno inizio la sera del 16 e proseguiranno il giorno successivo.