Roma, 7 giugno 2011, ennesina giornata all'insegna degli sciperi e dei disagi per chi desidera muoversi nella capitale. Lo sciopero dei Taxi indetto dalle sigle sindacali Unica taxi Cgil, Ugl, Cisl, Federtaxi-Cisal, Legacoop, Mit e Ati, mieterà molte vittime viste le previsioni di adesione.
I disservizi si protrarranno per tutto l'arco della giornata (dalle 8,00 alle 22,00) e come se non bastasse ampie zone del centro potrebbero essere intasate dalla marcia di protesta (che dovrebbe chiamare a raccolta oltre 5mila vetture) dalle 8,00 alle 14,00.
I taxi e i noleggiatori coinvolti nella mattinata di proteste, tuttavia, non potrenno muoversi. La questura ha negato ai sindacati l'autorizzazione a marciare con le vetture per evitare la paralisi della città. Chi lo farà, rischia il sequestro del veicolo e il ritiro della carta di circolazione. Anche per questo non si escludono tensioni durante tutto l'arco della giornata.
I tassisti, dovranno parcheggiare nell'area tra il Circo Massimo e Caracalla, e da qui, muoversi verso il Campidoglio dove dovrebbe aver luogo l'originale iniziativa di protesta con i manifestanti chiamati ad indossare una fascia tricolore. "Quella di indossare il tricolore è una provocazione - spiega a Repubblica.it Nicola Di Giacobbe, di Unica taxi - Alemanno aveva promesso che si sarebbe messo la fascia tricolore per guidare la categoria dei tassisti nella lotta all'abusivismo e invece non ha fatto nulla".
Alla protesta non hanno aderito le altre 11 sigle sindacali che ora temono intimidazioni e ritorsioni da parte dei colleghi.



