- Errore
-
- Error translating Menus - missing currentLangMenuItems
Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.esplorandoroma.it/home/components/com_content/helpers/route.php on line 106
Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.esplorandoroma.it/home/components/com_content/helpers/route.php on line 106
Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.esplorandoroma.it/home/components/com_content/helpers/route.php on line 106
Nuovi business crescono

Qualche settimana fa io e my Mr Big siamo andati a un matrimonio, a San Giovanni dei Fiorentini.
La chiesa, grande e bellissima, si affaccia proprio all’inizio di via Giulia, la mia via preferita a Roma, che corre parallela al Tevere da Ponte Sisto a piazza dell’Oro.
E a piazza dell’Oro, appunto, c’è la Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, completata all’inizio del Settecento.
Certo, penso, i matrimoni italiani sono tutta un’altra cosa. Quando il sabato pomeriggio, in giro per Boston, passavo per il Boston Common o per il wharf, incontravo sposi novelli con uno stuolo di damigelle in abito celeste confetto che si facevano le foto di fronte al laghetto con i cigni, oppure prendevano l’aperitivo in una delle lussuose sale del Boston Harbor Hotel. Anno di costruzione: 1987.
A Roma, invece, passato e presente si mescolano in un mix suggestivo e sorprendente. La basilica del Settecento, la via Giulia, il cui primo progetto risale al 1508 e fu firmato proprio dal Bramante, il Lungotevere, i fotografi abusivi…
Esattamente: fotografi abusivi. Perché tra le stradine cinquecentesche del rione Ponte, quel giorno, si aggirava una figura professionale nuova e interessante. Un ragazzino in jeans e maglietta che, all’uscita dalla chiesa, vendeve (già incorniciate su cartoncino rigido) due foto: da un lato la coppia di sposi, dall’altro una coppia di ospiti.
Come funziona l’idea? Basta prendere alcuni scatti degli ospiti all’arrivo, fotografare abusivamente gli sposi sull’altare, stampare il tutto e appiccicare la foto degli sposi con quella degli ospiti su un cartoncino rigido. Necessario un perfetto tempismo, perché a fine cerimonia, quindi dopo un’oretta, bisogna essere pronti sul sagrato a ricercare le facce degli ospiti precedentemente immortalati per proporgli l’affare: una foto in anteprima delle nozze.
Che inventiva! Mi sono immaginata lo stesso ragazzino che, con fare circospetto, propone foto abusive agli invitati di un matrimonio al Boston Harbor Hotel. Tra procaci damigelle, testimoni col mascellone alla Ridge Forrester e un quartetto di archi che suona in una stanza dal parquet chiaro.
Quante copie venderebbe? Gli americani, il popolo dell’intraprendenza e del business, apprezzerebbero l’iniziativa o chiamerebbero il servizio antiabusivi (sicuramente ne esisterà uno) della City Hall?
Ci ho pensato e ripensato, e non sono riuscita a darmi una risposta.
E nell’attesa che il ragazzo in jeans – e le sue idee – sbarchino oltreoceano, mi diverto a stupirmi di questa città e della cultura che si porta dietro. Mentre my Mr Big mi prende pure in giro, perché pare che questa pratica del fotografo da cerimonia abusivo, qui a Roma, sia già affermata da tempo.
Informazioni e Assistenza

ERNews
ERN - Sport
Menu utente
Archivio Articoli







L'importante è che non diventino invadenti o, peggio, aggressivi nei confronti dei potenziali "clienti".
Questo sarebbe grave.