Ora non si torna più indietro. L'associazione dei consumatori Codacons ha annunciato quest'oggi una serie di azioni giudiziarie volte a tutelare gli interessi delle famiglie dei bambini coinvolti nella vicenda della Tbc al Policlinico Gemelli. L'iniziativa inarrestabile si diramerà in due class action delle quali, una a favore dei piccoli risultati positivi al test della Tbc e una per quelli negativi, più un'altra richiesta di risarcimento in sede civile, per padri, madri e figli, ognuno dei quali colpiti da danni di vario genere (biologico, morale ed esistenziale).
In particolare Il Codacons contesta alla direzione dell'ospedale "l'omessa sottoposizione dell'infermiera alla visita annuale o la superficialità con la quale è stata effettuata". Nel comunicato l'associazione rimarca anche che: "dopo la positività del 2004/2005 la cartella rischi dell'infermiera avrebbe dovuto prevedere visite con lasso temporale di intervallo ridotte e più approfondite sul rischio specifico", e ribadisce la responsabilità del policlinico "anche per il comportamento dell'infermiera per la cosiddetta responsabilità di carattere vicario del datore di lavoro per fatto e colpa del dipendente".
Il Codacons ha inoltre annunciato ricorso al Tar contro la Regione Lazio, per la dichiarazione di illegittimità della commissione di indagine sanitaria, epidemiologica e amministrativa sul caso e per estendere i controlli a tutti i bambini nati almeno fino ad un anno e mezzo prima dell'evento.




