Lo Stato italiano riconosce alle persone detenute il diritto all’espressione della propria fede, all’assistenza religiosa ed alla presenza del Ministro di culto, anche di quelli di altre confessioni religiose diverse dalla cattolica.
Il Centro studi e documentazione su religioni e istituzioni politiche nella società post secolare (Csps) in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha realizzato un progetto di ricerca denominato “L’assistenza religiosa in carcere”.
L’iniziativa co-finanziata dal presidente del Consiglio regionale del Lazio Mario Abruzzese e dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni è finalizzato alla individuazione di una mappa delle religioni professate dai detenuti in carcere ed a verificarne il rispetto della libertà di culto.
Il Csps e l’Ufficio del Garante dei detenuti hanno firmato una Convenzione che ha dato il via al progetto, segnandone le fasi procedurali, operative e tecniche.
Il progetto si articola in tre fasi: analisi delle realtà penitenziarie e della popolazione reclusa a livello nazionale e nella Regione Lazio; studio approfondito in cinque carceri della Regione attraverso l’esame di documentazione; la realizzazione di interviste, l’analisi di interventi, incontri e attività e stesura del rapporto conclusivo.
Dall’indagine si individueranno modalità che possano contribuire al miglioramento delle necessità spirituali dei reclusi e delle condizioni di vita in carcere.



