Cronaca Romana “EVADERE DENTRO”. YOGA E MEDITAZIONE A REBIBBIA
Martedì 16 Agosto 2011 09:26

“EVADERE DENTRO”. YOGA E MEDITAZIONE A REBIBBIA

Scritto da  Manuela Ciavatta
Valuta questo articolo
(1 Vota)

Un’esperienza per una libertà interiore.

Lo Yoga Festival e la Uisp di Roma hanno realizzato, con il sostegno di Roma Capitale, un progetto denominato “Evadere Dentro” per i detenuti del carcere di Rebibbia, che prevede un ciclo di lezioni di Yoga, Tai Chi, Qi Gong e Meditazione.

L’affluenza alle lezioni è stata consistente e i detenuti si sono mostrati coinvolti e disponibili tanto da richiedere una continuità del progetto.

Offrire interventi rivolti alle persone detenute allo scopo di determinare un percorso di rivisitazione critica del proprio vissuto,  quindi anche del reato, nonchè di autodeterminazione al cambiamento, è un dovere delle istituzioni e della collettività nel suo insieme.

E’ difficile considerare quella zona oscura - il carcere, appunto - come un luogo dove ripensare, rivivere se stessi e potersi indagare.

Che cosa significa per un essere umano sperimentare la costrizione per lungo tempo?  Cosa significa vivere alla luce di un crimine o di un atto considerato moralmente inaccettabile dalla società?

Cosa significa vivere nel rimorso o nella rabbia? Cosa significa quella rassegnazione passiva e quell’apatia? Come può la noia, vissuta dalla maggior parte dei carcerati, diventare fonte di introspezione per loro stessi?

Il detenuto dovrebbe recuperare quell’interiorità sottovalutata durante la vita carceraria, e anche prima del carcere, al fine di rivalutare se stesso, per riscoprire la dimensione sacra della sua umanità.

Un valido aiuto può essere fornito dalle tecniche yoga e dalla meditazione, attraverso le quali una persona può raggiungere una condizione di serenità ed un profondo contatto con se stessa. Focalizzando l’attenzione sulla propria interiorità si diventa sempre più consapevoli di chi siamo, di ciò che vorremmo essere veramente, si stralciano gli orpelli e, quindi, si butta giù la maschera. Si può, allora, prendere coscienza del crimine commesso ed arginare  rabbia ed aggressività.

Nei penitenziari di New York e Berkeley, gruppi di buddisti insegnano ai detenuti. Nella cappella del carcere di Sing Sing, invece, il prete cattolico Ron Lemmert organizza gruppi che meditano camminando lungo un itinerario a spirale simile a un labirinto.

Abbiamo scoperto che spesso la chiave per la risoluzione delle crisi globali si trova nella trasformazione interiore di ogni individuo piuttosto che nei progressi tecnologici o nei cambiamenti sociali.

Sulla base di una esperienza giornaliera, si può credere sinceramente che lo Yoga e la meditazione possano essere un veicolo estremamente potente e unico per realizzare questo alto ideale di trasformazione globale.

Ma, dopotutto, cos’è un essere libero? E’ colui che è libero dalla negatività. Egli è l’essere liberato al quale non mancherà mai niente.

L’uomo è schiavo delle proprie abitudini, ma cambiandole può giungere alla liberazione.

Manuela Ciavatta

 

Login to post comments
Sabato, Maggio 19, 2012

Articoli Più Letti

Ultime Notizie

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5